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Sintassi e morfologia (0)

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Sintassi
La frase: sia la comunicazione orale che quella scritta sono basate su un elemento assai comune ed essenziale: la frase, detta anche enunciato o preposizione. Essa è un’espressione costituita dall’insieme di più parole con significato compiuto attraverso la quale si comunicano idee, giudizi e dati della realtà.
Esempio: Anna gioca con le sue amiche
Lo studio dei rapporti intercorrenti tra le parole è l’oggetto di studio dellanalasi logica. Gli elementi necessari per la formazione di una frase sono:
a) l’argomento (un nome o la parola in funzione nominale) o sintagma nominale
b) predicato (un verbo) o sintagma verbale. Il verbo costituisce la parte essenziale del discorso: ad ogni predicato corrisponde dunque una frase- ogni frase contiene un solo verbo.
Frase= sintagma nominale (Paola) + sintagma verbale (è partita)
Ogni enunciato può presentare, rispetto alla forma più semplice, anche delle espansioni o complementi, parole che si „appoggiano“ al verbo.
Frase= sintagma nominale (il prof) + sintagma verbale (spiega) + espansioni (agli alunni + una nuova regola)
Possiamo avere quindi:
a) la frase minima, costituita soltanto da soggetto e predicato: Daniele legge
b) la frase complessa, costituita da soggetto, predicato ed espansioni: la mamma racconta a Laura una fiaba ogni sera
c) il periodo, costituito da più frasi opportunamente legate da nessi logici e chiusa dal punto: poiché il tempo era bello siamo andati a visitare la citta di venezia
Una proposizione viene definita accettabile se presenta le seguenti caratteristiche:
a) le parole seguono il giusto ordine: marco legge un romanzo appassionante. Non accettabile: marco un appassionante legge romanzo
b) tra le parole vi è un’esatta concordanza: il papà ha lavorato tutta la notte. Non accettabile: il papà hanno lavorato tutta la notte
c) la frase ha un senso compiuto e logico: il gatto si è arrampicato sull’albero. Non accettabile: il gatto sta leggendo il giornale
Il soggetto:
Il soggetto di una frase è la persona , l’animale o la cosa che:
a) compie l’azione espressa dal predicato: marco ascolta la musica
b) subisce l’azione espressa dal predicato: l’automobilista è stato multato
c) si trova nella situazione espressa dal predicato: sara sta bene con gli occhiali
d) possiede una determinata qualità: luisa è simpatica
Il soggetto può essere costituito:
a) da un nome: il papà è partito per roma
b) da tutte le altri parti del discorso: „Lo“ è un articolo determinativo. Voi avete studiato con impegno. Pochi conoscono il giapponese. „Spesso“ è un avverbio di tempo
c) da un’intera frase: che paolo sia intelligente è noto a tutti
Spesso il soggetto di una frase non è espresso ma sottinteso. La proposizione si dice allora ellittica del soggetto: verremo a trovarvi domani
c) la frase costituisce una risposta ad una precedente domanda: cosa sta facendo luca ? Sta disegnando (luca=sogg. sott .)
d) il soggetto di una frase dipendente coincide con quello della principale: la zia ha detto che arriverà domanni (il sogg di arriverà è ancora la zia)
Il soggetto preceduto da un articolo partitivo prende il nome di soggetto partitivo: sono arrivati dei miei compagni
NB:
Il soggetto concorda sempre con il predicato della frase:
a) nel numero: i bambini giocano
b) nel genere: paolo è bravo
Non sempre il soggetto è posto all’inizio della frase: a causa della nebbia accadono spesso gravi incidenti
Il predicato:
Il predicato è ciò che esprime azione, qualità o condizione del soggetto e generalmente coincide con il verbo.
Il predicato può essere:
a) verbale, costituito da un verbo attivo, passivo o riflessivo di senso compiuto: Paolo è partito per l’america. L’albero è stato abbattuto dal vento. Ogni mattina mi lavo e mi pettino.
b) nominale, costituito dal verbo essere (copula) seguito da un sostantivo o da un aggettivo (nome del predicato) che si riferisce al soggetto e ne indica una condizione o una qualità: Il tempo è bello
Il nome del predicato può essere espresso da tutte le parti del discorso con valore di sostantivo. Anche il predicato, come il soggetto, può essere sottinteso. La proposizione si dice allora ellittica del verbo: Chi ha telefonato? La zia (ha telefonato=pred sott.)
Il predicato verbale può essere:
a) a un argomento, quando, per informare una frase di senso compiuto, ha bisogno del solo soggetto. Ciò accade con i verbi intransitivi e con quelli transitivi usati intransitivamente: Emanuele dorme
b) a due argomenti, quando, per informare una frase di senso compiuto, ha bisogno, oltre che del soggetto, anche di un complemento oggetto o indiretto. Ciò accade con verbi transitivi e intransitivi: il papà beve il vino.
c) a tre argomenti, quando, per informare una frase di senso compiuto, ha bisogno, olte che del soggetto, anche di un complemento oggetto e di un complemento indiretto. Ciò accade con verbi transitivi: l’insegnante spiega la lezione agli alunni
NB:
Il predicato concorda sempre con il soggetto della frase:
a) nel numero: i bambini corrono
b) del genere: un gatto è entrato nel giardino
I verbi servili e fraselogici (dovere, potere, cominciare, stare, ecc) costituiscono, insieme con l’infinito o il gerundio che li segue, un unico predicato verbale: i muratori stanno ultimando i lavori. Devo studiare l’inglese.
Il verbo essere è predicato verbale quando significa esserci, trovarsi, appartenere: i tuoi libri sono su quel tavolo (sono=si trovano=predicato verbale)
Le espansioni o complementi:
Si è detto in precedenza che una proposizione è costituita essenzialmente da soggetto e predicato (frase minima). Quando si parla o si scrive, però, si ricorre generalmente a frasi più complesse, ricche di complementi.
I complementi sono espansioni che si aggiungono al sintagma nominale, al sintagma verbale o alla frase per completarne il significato.
Nell’analasi logica si distinguino:
a) i complementi diretti: sono retti da verbi transitivi e sono cosi chiamati perché uniti direttamente al predicato, senza l’ausilio di preposizioni o locuzioni prepositive. Sono complementi diretti il complemento oggetto e i complementi predicativi:
Marco suona il pianoforte. Il padre di luca è stato eletto sindaco.
b) i complementi indiretti: svolgono diverse funzioni logiche (di tempo, di luogo, di mezzo , di causa ecc.) e sono cosi chiamati perché, a differenza dei complementi diretti, sono introdotti da preposizioni o da locuzioni prepositive:
Il padre di sara è andato a roma. Ho regalato a francesca un libro di calvino.
c) i complementi avverbiali: sono costituiti dagli avverbi, che arricchiscono con informazioni di diverso tipo di significato della frase:
Ieri ho mangiato poco . Sono arrivato qui facilmente
Il complemento oggetto:
Il complemento oggetto è costituito dalla persona, dall’animale o dalla cosa su cui termina direttamente l’azione compita dal soggetto ed espressa dal verbo della frase, che deve essere transitivo attivo. È detto anche complemento diretto, poiché è congiunto direttamente al predicato, senza l’ausilio di nessuna preposizione.
Risponde alle domande chi? che cosa:
La mamma ha incontrato massimo. Ieri ho visto un pettirosso. Ho prestato a luca il mio vocabolario.
A volte il complemento oggetto peò anche avere valore partitivo, ciò accade quanto è preceduto da un articolo partitivo:
Abbiamo acquistato delle cartoline.
A volte alcuni verbi intransitivi vengono usati transitivamente e reggono quindi il complemento oggetto, che, in tal caso, è detto complemento oggetto interno (generalmente ha la stessa radice del predicato):
Quella donna ha vissuto una vita felice. L’esercito ha combattuto una battaglia sanguinosa.
NB:
Il complemento oggetto può essere costituito da diverse parti del discorso: sostantivo, pronome, avverbio, ecc:
Il papà mi ha sgridato. I bambini amano giocare. Preferisco il giallo. Voglio scoprire il perché.
Il complemento oggetto può essere formato da più sintagmi: ho comprato il latte e le uova
Il pronome relativo che può svolgere, nella proposizione, due diversi funzioni: può essere, infatti:
a) soggetto: il bambino che gioca in giardino è mio nipote
b) complemento oggetto: il bambino che vedi in giardino è mio nipote
Per distinguerli facilmente consigliamo di analizzare con attenzione il verbo.
Il complemento predicativo del soggetto:
I complementi predicativi sono costituiti da sostantivo o aggettivi che grammaticalmente si riferiscono al soggetto o al complemento oggetto e che completano il significato del predicato: Cesare fu considerato un ottimo comandante
Il sostantivo comandante si riferisce grammaticalmente al soggetto Cesare e, nello stesso tempo, completa il significato del verbo considerare.
Il complemento predicativo del soggetto è costituito da un sostantivo o un aggettivo che grammaticalmente si riferische al aoggetto della frase e che completa il significato del predicato: Mio zio è stato eletto sindaco
È retto:
a) dai verbi copulativi ( nascere , parere, sembrare, restare, vivere, morire, ecc): quell’uomo nacque povero
b) dalle forme passive dei verbi:
* appellativi (essere chiamato, essere detto, essere soprannominato, ecc): Carlo è stato soprannominato „Giamburrasca
* verbi effettivi (essere fatto, essere reso , ecc): Il sentiero è stato reso percorribile
* verbi elettivi (essere designato, essere nominato, essere eletto, essere proclamato, ecc): Massimo è stato proclamato vincitore del torneo
* verbi estimativi (essere considerato, essere ritenuto , essere stimato, essere giudicato, ecc): sara è considerata da tutti un’ottima madre
Il complemento predicativo dell’oggetto:
Il complemento predicativo dell’oggetto è costituito da un sostantivo o un aggettivo che grammaticalmente si riferisce al complemento oggetto della frase e che completa il significato del predicato: tutti considerano Andrea un ragazzo onesto.
È retto:
a) dalle forme attive dei verbi appellativi, effettivi, elettivi, estimativi:
Tutti chiamano Marco „dottore“. Il papà ha reso la soffitta abitabile. Abbiamo scelto Roberto come capitano della squadrano.
b) da alcuni verbi riflessivi (sentirsi, ritenersi, ecc): Noi ti riteniamo innocente
L’attributo:
L’attributo è costituito da qualsiasi aggettivo che si unisce ad un nome per qualificarlo o determinarlo. Può accompagnare il soggetto, il predicato nominale o qualunque complemento:
Mio fratello è un ragazzo simpatico. Quel cane appartiene ad una vecchia signora.
L’apposizione:
L’apposizione è un sostantivo che accompagna un nome e ne indica una qualità, una condizione, una carica:
Antonello Venditti, cantautore romana , ha dedicato una canzone alla sua città. Lo scrittore Pirandello ha scritto numerose novelle.
A volte l’apposizione è preceduta da come, in qualità di, per, da:
Marco da bambino era molto vivace. Luca ha parlato in qualità di rappresentante
I complementi indiretti:
Complemento di specificazione:
È costituito da un sostantivo o da una qualsiasi parte del discorso sostantivata che serve a specificare con esatezza il significato della parola da cui dipende: Il quaderno di Mauro è molto disordinato.
L’ espressione di Mauro precisa, chiarisce, specifica di chi è il quaderno; indica la persona a cui esso appartiene. È sempre preceduto dalla preposizione di, semplice o articolata.
NB:
Il complemento di specif risponde alle domande di chi? di che cosa?. Il pronome ne, quando significa di ciò, di lui è complemento di specif: dopo aver terminato il romanzo, ne spedi subito una copia a marco.
La borsa di Carla. Un fiore di campo. Chi di voi vuole il gelato? Un albero di fico. Il fiore del pesco. L’arrivo di Luca è stato festeggiato da tutti. Il timore di Luca opprimeva Paolo.
Complemento di termine:
Indica la persona, l’animale o la cosa su cui „termina“ l’azione espressa dal verbo:
Abbiamo consegnato il regalo a Monica
L’azione di consegnare „termina“ su Monica. Il complemento di termine è sempre introdotto dalla preposizione a, semplice o articolata
NB:
Risponde alle domande a chi? a che cosa? I pronomi mi, ti, ci, vi, loro e le forme pronominali gli e le hanno spesso la funzione di complemento di termine:
Mi piace molto leggere. Le ho regalato un disco. A loro il tuo giudizio non interessa. Ho detto loro di smetterla.
Complementi d’agente e di causa efficiente:
Il complemento d’agente indica l’essere animato o personificato da cui è compiuta l’azione espressa da un verbo di forma passiva : La lampadina elettrica è stata inventata da Edison .
Edison è colui che ha compiuto l’azione di inventare la lampadina elettrica. Tale complemento è introdotto dalla preposizione da, semplice o articolata.
Il complemento di causa efficiente indica l’essere inanimato da cui è compiuta l’azione espressa da un verbo di forma passiva: il vigneto fu devastato dalla grandine.
La grandine è ciò che ha compiuto l’azione di devastare il vigneto. Tale complemento è introdotto dalla presposizione da, semplice o articolata.
NB:
Il complemento d’agente risponde alla domanda da chi?. Il complemento di causa efficiente risponde alla domanda da che cosa?
Per evitare di confondere i complementi d’agente e di causa efficiente con altri introdotti dalle stesse preposizioni, ricorda che, volgendo la frase passiva alla forma attiva, essi diventano soggetto, mentre il soggetto diventa complemento oggetto:
Edison ha inventato la lampadina elettrica. La grandine devastò il vigneto.
Complemento di denominazione:
È costituito da un nome proprio che determina , specifica il nome di:
a) una città, una provincia, una regione, un’isola, un paese, un villaggio, una penisola, un fiume, un monte , un lago, uno stato, una nazione, un golfo ecc.
b) un mese, un giorno, un albero
c) una persona, un soprannome, uno pseudonimo:
A Delfo, città della Focide, sorgeva un tempio in onore di Apollo
Il mese di febbario è il più corto dell’anno
L’albero del pesco fiorisce nel mese di marzo
L’isola di Guadalupa fu scoperta da c.c nel 1493
Tale complemento è introdotto dalla preposizione di, semplice o articolata.talvolta, pero`, può non essere accompagnato dalla preposizione: La famiglia Badalotti è partita per le vacanze.
NB:
Le fontane di Roma (compl di specificazione) Le fontane Roma (?)
La città di Roma (compl di denominazione) La città roma
Complemento di qualità:
È una delle forme particolari del complemento di specificazione e indica le qualit´a fisiche o morali e le caratteristiche di una persona, di un animale o di una cosa:
Paolo è un ragazzo di buon carattere. La fatina dai capelli turchini aiutò Pinocchio.
Questo complemento viene espresso da un sostantivo, accompagnato spesso da un attributo, e preceduto dalle preposizioni, semplici o articolare, a, di, da, con.
Complemento di quantità
È una forma particolare del forma particolare del complemento di specificazione. Viene generalmente espresso da:
a) un sostantivo che comprende in sé l’ idea di quantità, peso, misura quali: folla, moltitudine, turba, accozzaglia, truppa, mucchio, ammasso, metro, ettometro e altre misure di lunghezza, gruzzolo, damigiana, litro, botte, bottiglia
b) un aggettivo, un avverbio o un pronome di cosa quali: un po’, niente, un quarto, un minimo, un massimo, una quantità, un qualcosa
Il compl di quantità e preceduto dalla preposizione di, semplice o articolata.
La mia sorellina ha un po’ di paura del buio. Per riuscire nella vitaoccorre un minimo di buona volontà. La piazza era affollata da una moltitudine di scalmanati vocianti. Hai qualcosa di buono in quel testone?
Complementi di vocazione e di esclamazione
Indica la persona, l’animale o la cosa personificata a cui si rivolge la parola, un’invocazione, un comando, un richiamo:
Signora, sia gentile , mi aiuti ad attraversale la strada. Miei cari, quando patrò rivederti? Cantami, o Diva, del Pelide Achille.
Solitamente viene espresso da un nome comune o proprio, da un aggettivo, da un pronome e può essere preceduto dalla congiunzione o. È sempre seguito dalla virgola oppure è compreso tra due virgole.
Il compl di esclamazione indica la persona, l’animale o la cosa per cui si prova un sentimento di pietà, di dolore, di gioia, sdegno. Indica anche stupore, meraviglia, rimprovero, comandi:
Povero me, l’ho fatta grossa! (pietà). Ahi, che male ! Mi sono schiacciato un dito (dolore). Plotone, attenti! (comando). Oh, che magnifico brillante! (meraviglia).
È sempre seguito dal punto esclamativo o può essere accompagnato da un’interiezione (ah, ahi, oh, ahimé).
Comlemento di mezzo o strumento
Il compl di mezzo indica la persona, l’animale o la cosa per mezzo della quale si compie l’azione espressa dal predicato:
Ti invierò il mio regalo per mezzo di un corriere.
Il corriere è il mezzo attraverso il quale si compie l’azione di inviare il regale.
Il copl di mezzo è preceduto dalle preposizione a, di, in, con, per, da, mediante, tramite e dalle locuzioni per mezzo di, per opera di, a forza di:
Abbiamo raggiunto lo stadio a piedi. Gli Eschimesi si nutrono di sola carne. Con l’esempio e non con le chiacchiere si educano i figli. Ti invierò un assegno per raccomandata. Isabella si reca a scuola in autobus. La notizia ci giunse tramite la radio .
Il compl di mezzo può essere espresso da qualsiasi parte del discorso con funzione nominale:
La storia non si fa con i „se“ e con i „ma“. Con il leggere si migliora il proprio modo di scrivere.
NB: il compl di mezzo risponde alle domande con che cosa? con quale mezzo? per mezzo di chi? per mezzo di che cosa?
Complementi di compagnia e di unione
Il compl di comagnia indica la persona o l’animale insieme a cui si compie l’azione espressa dal predicato o con cui ci si trova: Andrò al mare con laura. Laura è la persona con la quale andrò al mare. Tale complemento è preceduto dalla preposizione con e dalle locuzioni prepositive insieme con, in compagnia di. Può essere costituito da un sostantivo, da un aggettivo sostantivato, da un participio o da un pronome:
Abbiamo cenato in compagnia di barbara e luca. Ho parlato a lungo del problema con un esperto. Quell’uomo chiacchiera sempre con i passanti. Mi piacerebbe studiare con te.
Il compl di unione indica l’essere inanimato con il quale si trova o si compie l’azione espressa dal predicato: i globuli rossi , insieme con i globuli bianchi, sono gli elementi più importanti del sangue. Tale complemento è preceduto dalla preposizione con e dalle locuzioni prepositive insieme con, in compagnia di.
NB: a volte i complementi di compagnia e di unione esprimono un significato di avversione:
Paola litiga sempre con suo fratello. Non sono d’accordo con le tue opinioni.
Complemento di modo o maniera
Il compl di modo indica il modo o la maniera in cui si compie l’azione espressa dal predicato oppure un modo d’essere, una condizione:
La pattuglia avanza con prudenza. Giuliano cantava a squarciagola. Alessio fa orecchie da mercante.
È introdotto dalle preposizione a, di, da, in, nel, con, su, sul o dalle locuzioni prepositive a modo di, a giusa
Può essere espresso anche con un avverbio o con una locuzione avverbiale (in tal caso prende il nome di complemento avverbiale di modo):
Paolo guida l’ automobile prudentemente. Studierò questa pratica fino in fondo=con estrema cura
NB: il compl di modo risponde alle domande come? in quale modo? in quale maniera?
Complemento di causa
Indica la causa, il motivo, la ragione che determina un’azione o una situazione: Francesca tremava per il freddo e per la paura
Tale complemento è introdotto dalle preposizione per, a, al, di, da e dalle locuzioni a causa di, a motivo di:
A quell’urlo disumano, sobbalzai. Nel deserto si può morire di sete . A causa di un imprevisto ho perso il treno. A motivo di una distrazione ho dovuto pagara una multa.
Può dipendere da un verbo, da un aggettivo, da un sostantivo:
Sto morendo di fame. Paolo è nero dalla rabbia. Marco fu invaso dalla tristezza per la mia partenza
NB: risponde alle domande perché? per quale causa? per quale motivo?
Complemento di fine o scopo
Indica il fine, lo scopo verso cui è rivolta una azione o a cui è destinata una persona, un animale o una cosa:
Molte persone sono morte per l’unità della patria . Nel porto ci sono navi da guerra.
Tale compl è preceduto dalle preposizioni a, di, da, in, per, ai, dai, dal e dalle locuzioni prepositive a fine di, a scopo di
A volte il compl può essere trasformato in attributo:
Le città antiche erano circondate da mura di protezione/protettive
NB: il compl risponde alle domane per quale fine? a quale scopo?
Complemento di materia
Indica la materia, la sostanza di cui è costruito, fabbricato, ornato un oggetto: A silvio piace giocare con gli aerei di carta. Ho regalato a laura una spilla d’oro.
Tale compl è preceduto dalle preposizioni di e in.
NB: risponde alle domande di quale materia e con quale sostanza?
Complemento di argomento
Indica la persona, l’animale o la cosa di cui si parla, si discute o si scrive: ieri abbiamo parlato di te.
Tale compl è preceduto dalle preposizioni di, su, per, sopra e dalle locuzioni riguardo a, attorno a, a proposito di
I verbi che generalmente accompagnano il complemento di argomento sono: parlare, riferire, discutere, tratarre, ragionale, conversare, scrivere, leggere:
Decideremo insieme circa il viaggio a Milano. Oggi parleremo di Ulisse e Diomede, due inseparabili eroi greci. Voglio discutere riguardo al tuo progetto di abbandonare gli studi.
NB: risponde alle domande a proposito di chi? intorno a chi? intorno a che cosa? su chi? su che cosa?
Vasakule Paremale
Sintassi e morfologia #1 Sintassi e morfologia #2 Sintassi e morfologia #3 Sintassi e morfologia #4 Sintassi e morfologia #5 Sintassi e morfologia #6 Sintassi e morfologia #7 Sintassi e morfologia #8 Sintassi e morfologia #9 Sintassi e morfologia #10 Sintassi e morfologia #11 Sintassi e morfologia #12
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Felice Coincidenza-Una Storia
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Felice Coincidenza. Una Storia

Felice Coincidenza Felice Coincidenza narra l'incontro di Caroline e Francis, due studenti universitari. La storia è ambientata a Bologna negli anni Duemila. Le tematiche principali sono l'amicizia, l'arte e i sogni. Caroline è una studentessa di moda, lei sogna di rendere la propria linea di vestiario. Lavora nel locale (caffetteria) Pappare', ma fa anche i costumi per il teatro dell'università. Francis è uno studente di spettacolo, lui sogna di esibirsi nei grandi teatri italiani, ad esempio nel Teatro Comunale di Bologna. L'università dove Caroline e Francis studiano è lo stessa, ma loro non si conoscono. Tutti i fine settimana Caroline va a lavoro e passa davanti alla sua università. Là ogni settimana Caroline vede il ragazzo che suona la chitarra. E un giorno il ragazzo viene al locale dove lavora e prende il pranzo. Come finisce il loro incontro?

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1917 -La-Revolucion-rusa-cien-a os despues
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1917 -La-Revolucion-rusa-cien- a�os despues

Akal / Reverso / 3 Juan Andrade y Fernando Hernández Sánchez (eds.) 1917 La Revolución rusa cien años después La Revolución rusa fue el acontecimiento más trascendental del siglo XX. El asalto al Palacio de Invierno de Petrogrado en octubre de 1917 fue vivido como la materialización inesperada de una utopía largamente perseguida: la de la ocupación del poder por parte del proletariado y la construcción de una nueva sociedad sin clases. El acontecimiento espoleó conciencias, amplió el horizonte de expectativas de las clases populares e inspiró revoluciones y regímenes políticos por todo el mundo. También desató el pánico y la reacción virulenta de sus posibles damnificados y la hostilidad de quienes, aun simpatizado con su arranque, no compartieron su devenir. A radiografiar este magno acontecimiento y sus consecuencias –políticas, sociales y culturales–, la evolución del mundo surgido de ella y el mito y la memoria de la revolución en la actualidad se co

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